Profil de Valentina** Valja ** PhotosBlogListesPlus Outils Aide

** Valja **

Лашиате оньи сперанца, о вои к интрате!!

Valentina S

Code HTML personnalisé

La liste est vide.
de 
de 
de 
de 
de 
de 
de 
de 
de 
de 
de 

Ave, gentile forestiero/a!

Che tu sia giunto qui di tua spontanea volontà o che sia incappato per sbaglio su questa pagina..BENVENUTO, questo spazio è per te!

Scrivi quello che pensi del mio blog, lascia un commento.

Grazie.

 

Veuillez patienter...
Le commentaire entré est trop long. Raccourcissez-le.
Vous n'avez rien entré. Réessayez.
Il est actuellement impossible d'ajouter votre commentaire. Réessayez plus tard.
Pour ajouter un commentaire, tu dois avoir l'autorisation de tes parents. Demander l'autorisation
Tes parents ont désactivé les commentaires.
Il est actuellement impossible de supprimer votre commentaire. Réessayez plus tard.
Vous avez dépassé le nombre maximal de commentaires qu'il est possible d'envoyer le même jour. Réessayez dans 24 heures.
Votre compte a pu laisser les commentaires désactivés parce que nos systèmes indiquent que vous risquez d'arroser d'autres utilisateurs de messages. Si vous pensez que votre compte a été désactivé par erreur, contactez l'assistance en ligne de Windows Live.
Effectuez la vérification de sécurité ci-dessous pour finaliser l'envoi de votre commentaire.
Les caractères entrés pour la vérification de sécurité doivent correspondre à ceux de l'image ou du fichier audio.
bello il blog !
17 Avr.
Deepjoa écrit :
Animoticon Ciao cara, ti ho vista sul forum dei Korniani e son venuta a trovarti....
3 Fév.
Image de Anonyme
Stregatto a écrit :
Complimenti :) molto belloRosa rossa... con tutti i posti che hai visitato Aeroplanopuoi farlo diventare una piccola agenzia di viaggiIsola con palmaSoleArcobaleno :D
insomma milioni di cose da scrivere Labbra rosseStella
11 Sept.
Manuela écrit :
Ciao bel blog...come vedo abbiamo quasi li stessi gusti... sevuoi aggiungimi a msn il mio contatto è panterarock95@hotmail.it STAY METAL
10 Sept.
Iacopo Mezzanoa écrit :
Boh, sn passato pure io e quindi ti lascio un saluto...ciao!!! :)
1 Juil.
Photo 1 sur 102

AMO

Vidéo

 
22 octobre

LESSON 1: IL LAGO DEI CIGNI

Pensavo.. perchè non aprire una mini-sezione dedicata alle trame dei balletti (questi sconosciuti)?
Perchè parliamoci chiaro, senza conoscere un minimo la storia di un balletto non ci si capisce molto! :)
 
Non posso che iniziare con IL BALLETTO per eccellenza, forse il mio preferito in assoluto:
 
IL LAGO DEI CIGNI
Лебединое Озеро
 
 
 

Primo dei tre balletti di Pëtr Il'ič Čajkovskij, fu composto tra il 1875 e il 1876. Presentato sia in quattro atti, quattro scene (soprattutto fuori dalla Russia e nell'Europa Orientale) o tre atti e quattro scene (in Russia e Europa occidentale). Originariamente la coreografia era di Julius Reisinger sulla musica di Čajkovskij. Sebbene esistano molte versioni diverse del balletto, la maggior parte delle compagnie di danza basa l'allestimento, sia dal punto di vista coreografico che musicale, sul revival di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Balletto Imperiale, presentato la prima volta il 15 gennaio 1895 al Teatro Imperiale Mariinskij a San Pietroburgo, Russia.

Introduzione

Il movimento che introduce il balletto è una breve sintesi musicale ed emotiva del dramma, che rimpiazza la tradizionale ouverture. La melodia d'apertura è il primo tema del cigno, in esso risuona già una delle scale discendenti che si incontreranno poi in tutto il balletto. Queste scale alludono al destino che incombe su i due amanti, a cui non potranno sottrarsi.

Atto I

In un parco di fronte al castello, il principe Siegfried festeggia coi suoi amici il suo compleanno. Si avvicinano dei contadini per porgergli gli auguri e lo intrattengono con le loro danze. Giunge la regina madre, che esorta il figlio a trovare una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, le danze dei contadini riprendono con due divertissement, posti al di fuori dell’intreccio.

Ormai è quasi buio, uno stormo di cigni appare nel cielo. Il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia, e imbracciato l'arco s'inoltrano nella foresta. Appare il secondo tema del cigno, più precisamente della "fanciulla cigno".

Atto II

Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte. Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. Questo numero, ideato come entr'acte, divenne in seguito un tableau scenico.

I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle. La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, incantato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. Ha inizio un divertissement, parte essenziale dell’intreccio, composto dalle danze delle fanciulle cigno e da un pas d'action dove Siegfried e Odette si giurano eterno amore. È l'alba, e le fanciulle vengono nuovamente trasformate in cigni.

Atto III

Nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti da Siegfried e dalla regina madre. Iniziano i festeggiamenti. Gli squilli di tromba annunciano l’arrivo delle sei ragazze aspiranti pretendenti del principe. Siegfried si rifiuta di scegliere, quand’ecco che uno squillo di tromba annuncia l'arrivo di nuovi ospiti. Si tratta del mago Rothbart e della figlia Odile, sosia di Odette. Questa somiglianza colpisce subito il principe che le dà il benvenuto. L’intento del mago è quello di far innamorare Siegfried di Odile, in modo da mantenere per sempre Odette in suo potere. La musica espone il tema del fato, e il motivo della “fanciulla cigno” suggerisce la somiglianza tra Odette e Odile.

Ognuna delle ragazze balla una variazione per il principe. Seguono una serie di danze nazionali. Con il suo fascino, Odile è riuscita a sedurre Siegfried, che la presenta a sua madre come futura sposa. Rothbart esultante si trasforma in una civetta e fugge dal castello, che piomba nell’oscurità fra l’orrore degli invitati. Siegfried, resosi conto dell’inganno, scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello, e disperato si precipita nella notte alla ricerca della fanciulla.

Atto IV

Siegfried capisce l'inganno e fugge verso il lago. Qui Odette sta piangendo in attesa del suo destino, e chiede perdono. L'amore dei due giovani è così forte da rompere il maleficio di Rothbart: finalmente vivranno per sempre felici e contenti

Finali alternativi del balletto

 

Esistono due finali alternativi nel balletto.

Nel primo Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un'apoteosi celeste.

Nel secondo Siegfried combatte contro il malvagio mago, ma ha la peggio. Rothbart minaccia Odette di uccidere il principe, se lui non avesse acconsentito alle sue nozze con Odile. Siegfried per amore di lei prende la spada di Rothbart e si uccide. Così facendo, il suo amore spezza l'incantesimo, i cigni ritornano fanciulle, Siegfried torna in vita e può vivere il suo sogno d'amore assieme a Odette.

 
 
 
26 février

The Drapery Falls by Opeth

 

Capolavoro assoluto!!!!!  Cuore rosso

  
  
 
THE DRAPERY FALLS
 
Please remedy my confusion
And thrust me back to the day
The silence of your seclusion
Brings night into all you say

Pull me down again
And guide me into pain

I'm counting nocturnal hours
Drowned Visions in haunted sleep
Faint flickering of your powers
Leaks out to show what you keep

Pull me down again
And guide me into

There is a failure inside
This test I can't persist
Kept back by the enigma
No criteria demanded here
Deadly patterns made my wreath
Prosperous in your ways
Pale ghost in the corner
Pouring a caress on your shoulder

Puzzled by shrewd innocence
Runs a thick tide beneath
Ushered into inner graves
Nails bleeding from the struggle
It is the end for the weak at heart
Always the same
A lullaby for the ones who've lost all
Reeling inside
My gleaming eye in your necklace reflects
Stare of primal regrets
You turn your back and you walk away
Never again

Spiralling to the ground below
Like Autumn leaves left in the wake to fade away
Waking up to your sound again
And lapse into the ways of misery
22 janvier

"Мастер и Маргарита" ovvero "Il maestro e Margherita"

 

 
« Seguimi, lettore! Sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza di un amore autentico, fedele ed eterno sulla terra! »
 
(Incipit della seconda parte del romanzo) 
 
 
 
Anni fà ho assistito ad una rappresentazione teatrale di "Cuore di cane" (Собачье Сердце) -racconto di Bulgakov- che mi colpì moltissimo, ma non avevo letto ancora nulla di Michail. Posso dire che con "Il maestro e Margherita" mi sono innamorata di lui definitivamente, Bulgakov era un maledetto genio.
Ho finito di leggere il libro qualche giorno fà ma la mia mente sta ancora lì, a Mosca negli stagni Patriaršie (ci andai appositamente per vedere dal vivo il luogo dove avvenne l'incontro col diavolo, pur non avendo letto il lromanzo) o su di una scopa, immaginando di volare sulla città come Margherita..
Si tratta di un libro un pò sconclusionato, grandioso, grottesco, surreale ma anche romantico, e soprattutto folle sia nel contenuto che nella struttura: la storia principale, ossia quella contemporanea, è ambientata a Mosca negli anni '30, ma parallelamente viene raccontata anche la storia del processo e della morte di Gesù a Gerusalemme (argomento del manoscritto del Maestro). Le due storie, apparentemente diverse e cronologicamente distanti, si fondono alla fine del libro..
Non starò quì a dire nè come nè perchè, anzi forse ho già raccontato troppo della trama.. opsss..
Comunque cnsiglio a tutti di leggerlo, è un libro geniale che và letto assolutamente.
 
 
-Da Wiki-
 
 
Critica:
 
Molti critici considerano quest'opera dallo spiccato contenuto satirico nei confronti dell'immobile realtà sovietica uno dei più grandi capolavori della letteratura russa del XX secolo.
Eugenio Montale definì il romanzo «un miracolo che ognuno deve salutare con commozione», mentre Veniamin Kaverin scrisse «per originalità sarà difficile trovare un'opera che gli stia a pari in tutta la letteratura mondiale».
 
 
Della serie "Lo sapevate?? Sapevatelo su.. rieducational channel":
 
Il romanzo di Bulgakov ha ispirato Salman Rushdie per la stesura dell'opera I versi satanici.
Inoltre, il libro è anche servito da ispirazione ai Rolling Stones per la scrittura del pezzo Sympathy for the Devil.
 

Please allow me to introduce myself
I'm a man of wealth and taste
I've been around for a long, long year
Stole many a man's soul and faith
And I was 'round when Jesus Christ
Had his moment of doubt and pain
Made damn sure that Pilate
Washed his hands and sealed his fate

Pleased to meet you
Hope you guess my name
But what's puzzling you
Is the nature of my game

I stuck around St. Petersburg
When I saw it was a time for a change
Killed the czar and his ministers
Anastasia screamed in vain
I rode a tank
Held a general's rank
When the blitzkrieg raged
And the bodies stank

Pleased to meet you
Hope you guess my name, oh yeah
Ah, what's puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah

I watched with glee
While your kings and queens
Fought for ten decades
For the gods they made
I shouted out,
"Who killed the Kennedys?"
When after all it was you and me

Let me please introduce myself
I'm a man of wealth and taste
And I laid traps for troubadours
Who get killed before they reached Bombay

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
But what's puzzling you
Is the nature of my game, oh yeah, get down, baby
Pleased to meet you
Hope you guessed my name, oh yeah
But what's confusing you
Is just the nature of my game

Just as every cop is a criminal
And all the sinners saints
As heads is tails
Just call me Lucifer
'Cause I'm in need of some restraint
So if you meet me have some courtesy
Have some sympathy, and some taste
Use all your well-learned politesse
Or I'll lay your soul to waste, um yeah

Pleased to meet you
Hope you guessed my name, um yeah
But what's puzzling you
Is the nature of my game, um mean it, get down
Ooo, who
Oh yeah
Tell me baby, what's my name
Ooo, who…
Tell m
e baby, what's my name…

 

Da "Il Maestro e Margherita" di di Mikhail Bulgakov, traduzione di Milly de Monticelli:
"Mi scusino se nella foga del discorso mi sono dimenticato di presentarmi. Ecco il mio biglietto da visita, il passaporto, e l'invito a venire a Mosca per una consulenza" disse gravemente lo sconosciuto fissando i due letterati con lo sguardo pungente".

 

Personalmente non sapevo che i RS si fossero ispirati a Bulgakov per questa canzone, e solo ora riesco a comprendere veramente il testo. Smile
20 janvier

"Justice Is Lost, Justice Is Raped, Justice Is Gone! Pulling Your Strings, Justice Is Done"

 
MOSCA - L'hanno ammazzata nel pieno centro di Mosca. E con lei è stato ucciso l'avvocato Stanislav Markelov, il difensore della famiglia di Elsa Kungaeva, una ragazza cecena seviziata e uccisa dall'ex colonnello Yuri Budanov.

Anastasia Baburova, collaboratrice del quotidiano 'Novaja Gazeta' (la stessa testata per la quale lavorava
Anna Politkovskaia, la giornalista uccisa nel 2006) era in compagnia dell'avvocato sulla via Prechistenka, a pochi passi dalla cattedrale di Cristo Salvatore.
All'improvviso un uomo mascherato con un passamontagna si è avvicinato e ha sparato un colpo di pistola alla nuca di Markelov. Baburova ha cercato di inseguirlo ed è stata colpita anch'essa alla testa.

Il caso rischia di diventare un boomerang per la Russia sul fronte dei diritti fondamentali e un ulteriore capitolo della tragedia della diciottenne Elsa Kungaeva. La giovane venne rapita dalla sua casa nel villaggio a sud di Grozny, la notte del 26 marzo 2000 da soldati russi comandati dal colonnello Budanov. Il suo corpo fu ritrovato in una discarica. L'autopsia del medico legale del ministero della difesa ha stabilito che la ragazza aveva subito ripetutamente violenza sessuale, circa un'ora prima della morte.

Il colonnello Budanov è stato arrestato il 30 marzo 2000 e poi condannato a 10 anni di carcere. Durante le indagini ha ammesso di averla uccisa, ma ha sostenuto di aver agito in stato di "temporanea insanità mentale". L'accusa ha ignorato le prove esistenti sul fatto che la ragazza fosse stata violentata prima di essere uccisa. Il colonnello è stato incriminato per omicidio, sequestro di persona e abuso di potere.
 
L'avvocato ucciso oggi aveva annunciato l'intenzione di presentare ricorso presso un tribunale internazionale contro il rilascio anticipato di Budano.
 
 
 
EDIT: Non ho parole!!
 
 
 
  • Un piccolo episodio, significativo purtroppo del pessimo clima che si sta respirando in Russia. Oggi a Novosibirsk, la grande città della Siberia centrale, un piccolo gruppo di persone, in maggioranza giovani, ha dato vita a un corteo lungo la principale arteria cittadina, il Krasnij Prospekt (”corso rosso”).  I manifestanti, neanche una ventina, portavano cartelli in memoria di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova, l’avvocato e la giornalista uccisi da un killer lunedì a Mosca: “Stas vive!”, “Nastja vive!”, recitavano le scritte e gli slogan gridati dal gruppetto, e anche “Non dimenticheremo”, “Il potere uccide la verità”. Un corteo, naturalmente, non autorizzato: nessuna delle manifestazioni che in questi due giorni si sono svolte in diverse città russe per commemorare i due uccisi è stata autorizzata. Dopo poche centinaia di metri, da una via laterale è uscito un altro gruppetto di giovani, con le teste rasate e armati di bastoni, che si sono lanciati sui manifestanti. Ne è nata una rissa - ma per meglio dire una caccia all’uomo - durata poco ma che ha lasciato a terra con la testa rotta un giovane manifestante. Del tutto assente la polizia: quando degli agenti sono arrivati, sia i manifestanti che i loro aggressori si erano dileguati - salvo il ferito più grave. La rapidità dell’attacco fa pensare che esso sia stato preparato in anticipo sulla base della spiata  di un informatore: il che riporta inevitabilmente a una regia che viene da abbastanza in alto, da qualcuno cioè in grado di infiltrare anche i gruppetti di opposizione più modesti, di tenerli d’occhio e di lanciar loro addosso una squadra di picchiatori nel giro di pochi minuti.

    da www.newsru.com

    da www.newsru.com

    Gli strascichi politici del duplice omicidio di lunedì sono comunque più o meno tutti sgradevoli. Si sono svolte numerose manifestazioni di protesta, a Mosca a San Pietroburgo e altrove: abbastanza piccole però (alcune decine di persone in genere) e quasi tutte finite malamente, con interventi della polizia, pestaggi, fermi, vetrine rotte. Segno di una certa esasperazione da parte di alcuni gruppi di opposizione, ma anche segno di una determinazione estrema da parte del potere a non accettare alcun tipo di critica legata a questa come ad altre vicende di violenza e sopruso. Ricordiamo che l’avvocato Stanislav Markelov, obiettivo dell’attacco omicida di lunedì a Mosca, era in prima linea in vari scontri legali con ambienti legati al potere: difendeva la famiglia di Elza Kungaeva, la ragazza cecena di 18 anni violentata e uccisa nel 2000 dal colonnello Yurij Budanov, contro quest’ultimo (diventato in questi anni una sorta di eroe del nazionalismo più violento); difendeva Mikhail Beketov, giornalista quasi ucciso a botte dopo i suoi articoli sugli scandali che avvolgono gli amministratori della città di Khimki, contro questi ultimi; difendeva in varie cause i militanti per i diritti umani, contro la pubblica accusa che li incolpa di “estremismo”.  Che persino i tentativi di commemorare la morte di un uomo del genere (e della giovanissima giornalista Anastasia Baburova, vittima forse casuale ma comunque sempre “in prima linea” contro gli stessi nemici) vengano fatti oggetto di repressione e attacco violento, è un segno veramente allarmante - se ce ne fosse ancora bisogno - della deriva che rischia la Russia.

    (in russo, si veda http://tayga.info/news/34874/)

15 décembre

..Ricordo di un weekend SKAPestrato a Milano..

 
Ed eccomi, sopravvisuta al concerto degli Ska-p di sabato sera a Milano con pochissime ore di sonno, qualche livido e tanti tanti dolori! che dire.. uno dei più bei concerti di quest'anno!
Un concerto da me attesissimo, dopo i 3 anni (o più) di silenzio da parte del gruppo avevo grandi aspettative (soprattutto dopo la grande esperienza del primo concerto concerto di Roma), aspettative che hanno riconfermato a pieni voti sabato.
Questi "ragazzi" sono di una bravura allucinante, reggere quel ritmo per più di 2 ore non è da tutti.. hanno divertito e scaldato le mille mila persone del Palasharp con canzoni vecchie e nuove; ottima la scaletta, i grandi classici c'erano tutti (Mestizaje, A la mierda, La Estampida, Tio Sam, Derecho de amisiòn, El gato Lopez, El vals del obrero, Romero el Madero, Cannabis, Welcome to hell, Nino soldado, Solamente por pensar, Verguenza, Mis colegas, Casposos) .. certo avrei voluto sentire tante altre canzoni ma sarebbe stato impossibile, la discografia è immensa..
Bellissima la scenografia diversa per ogni canzone e stupendo lo "spogliarello" del panzone a fine concerto! Surprised
Insomma che altro dire.. mi rimarrà il bellissimo ricordo di aver visto un gran bel concerto con una splendida compagnia brasil-ispano-milanese en un mismo corazón MULTIRACIAL, MULTICULTURAL!!! 
Grazie mille ragazzi è stato tutto perfetto!
 
E ricordate...RESISTENCIA!!  Open-mouthed
 
 

 
Ecco la mia canzone preferita dell'ultimo album.. CRIMEN SOLLICITATIONIS  per prepararsi al concerto di Roma:
 
 
Siervo de Dios...
Tocamientos, sacramentos, felaciones, juramentos
te enseño mi doctrina en forma de erección
Abuso de los niños, perversión y puro vicio
bajo mi sotana puedes encontrar a Dios

El confesionario es nuestro "tortuario"
Ay! Padre nuestro líbranos de él
En la sacristía hay mucha pederastia
Ay! Padre nuestro mas líbranos de él

CURAS, Violación, vejaciones a un menor
CURAS, ¡Qué más da! si nadie se va a enterar
CURAS, sin precaución tengo plena protección
CURAS, Meditad! ¿Quién me dio la inmunidad?

JUDAS, MI NOMBRE ES RATZINGER
JUDAS, SOY BENEDICTO XVI
JUDAS, YO LO FORMALICÉ
JUDAS, JUDAS, CERRANDO BOCAS

JUDAS, EN EL NOMBRE DE DIOS
JUDAS, FINANCIAREMOS SU PERDÓN
JUDAS, DÁNDOLE PRIORIDAD
JUDAS, A TAPAR ESCÁNDALOS

Miembros de la Curia, párrocos del sufrimiento
Crueles violaciones que al final se lleva el viento
Babosos violadores, carecéis de sentimientos
Los llantos de los niños que el pontífice ha encubierto

Oremos mis infantes por detrás y por delante
Todos desnuditos a los ojos del señor
Se encargan mis hermanos, los perros del Vaticano
de maquillar la mierda, que no llegue el mal olor

Siervo de Dios...
Tocamientos, sacramentos, felaciones, juramentos
te enseño mi doctrina en forma de erección
Abuso de los niños, perversión y puro vicio
bajo mi sotana puedes encontrar a Dios

El confesionario es nuestro "tortuario"
Ay! Padre nuestro líbranos de él
En la sacristía hay mucha pederastia
Ay! Padre nuestro mas líbranos de él

CURAS, Violación, vejaciones a un menor
CURAS, ¡Qué más da! si nadie se va a enterar
CURAS, sin precaución tengo plena protección
CURAS, Meditad! ¿Quién me dio la inmunidad?

JUDAS, MY NAME IS RATZINGER
JUDAS, SOY BENEDICTO XVI
JUDAS, YO LO FORMALICÉ
JUDAS, JUDAS, CERRANDO BOCAS

JUDAS, EN EL NOMBRE DE DIOS
JUDAS, FINANCIAREMOS SU PERDÓN
JUDAS, DANDOLE PRIORIDAD
JUDAS, A TAPAR ESCÁNDALOS

Miembros de la Curia, párrocos del sufrimiento
Crueles violaciones que al final se lleva el viento
Babosos violadores, carecéis de sentimientos
Los llantos de los niños que el pontífice ha encubierto

1 y 2, es tu religión, 3 y 4, tu alma ya está a salvo
5 y 6, silencio a lo que veis, 7 y 8, Lágrimas y Gozos [2x]

CRIMEN SOLLICITATIONIS...

1 Y 2, que no te vea Dios, 3 y 4, malditos bastardos
5 y 6, cuidao con lo que hacéis, 7 y 8 Lágrimas y Gozos
¡Basta de tiranos! ODIO AL VATICANO!
 

30 octobre

"LA NOCHE DE LOS LAPICES" di Hector Olivera

 

 

"Yo no fui" (battuta di un altro interessante film argentino: "Buenos Aires viceversa" di Agresti) recita ancora oggi la gomma impugnata dalla dittatura argentina, che è stata capace di cancellare per tutto il periodo della sua durata (dal 1976 al 1983) esistenze, sogni, desideri e speranze: autocertificazione di non colpevolezza o dichiarazione di innocenza, che la desapariciòn stessa non è riuscita a falsificare, nonostante l'inchiostro delle cifre resti impresso a caratteri indelebili: 40000 desaparecidos ufficiali, 15000 fucilati, 600 figli di oppositori venduti in Argentina dai macellai del Proceso Militar, che ha prodotto 1 milione e mezzo di esuli.

Maria Claudia Falcone, Horacio Ungaro, Claudio de Acha, Ponchito López Muntaner, Daniel Racero, Maria Clara Ciocchini, Pablo Diaz e altri 232 adolescenti, a cui Hector Oliveira dedica questo film girato nel 1988 ed ispirato a personaggi e fatti reali, non avranno molto tempo per "salire le scale tre gradini alla volta", come richiede la loro impazienza rivoluzionaria, per consumare sogni giovanili, dichiarare simpatie, conoscere i primi amori: verranno arrestati una notte del settembre 1976 (soprannominata "la notte delle matite" per ricordare il corso di studi artistici che stavano seguendo), torturati in carcere e mai restituiti alle loro famiglie. Solo uno di loro, Pablo Diaz, uscirà vivo dall'esperienza, dopo aver scontato 4 anni con l'accusa di essere stato scoperto a distribuire volantini sovversivi, guarda caso proprio nel periodo in cui era già desaparecido ... Probabilmente uno degli intenti del film è anche quello di tentare di dare una spiegazione della scelta caduta su Pablo: arrestato fuori dal gruppo e in una situazione successiva per la logica poliziesca risulta defilato rispetto all'organizzazione e quindi non è pericoloso.
 
Per scoprire l'orrore di quei sette anni, in cui nulla era trapelato e chi sapeva era informato per essere stato carnefice o vittima (nel primo caso non interessava divulgare i fatti, nel secondo una sorta di pudore misto a paura impediva il racconto delle torture subite), non basta un film sincero, di grande impegno civile come quello di Hector Olivera, ma è sufficiente la sua intensità drammatica per cogliere lo sdegno della generazione più colpita dal Proceso Militar, che alligna la maggior parte di coloro che lottano ancora per far emergere il ricordo.
 
Lo studente sopravvissuto, come le Madri de Plaza de Mayo, con Hebe Bonafini in testa, tengono gli occhi ben aperti sull'orrore, al contrario di tanti altri che hanno acconsentito da un lato all'amnistia del punto final (imposizione dall'alto di una riconciliazione da parte di un potere che non vuole più sentir parlare del regime, perché soggetto ai ricatti delle lobbies coinvolte dal sistema che attivò i campi di concentramento) e alla ley de obediencia debida (solito ritornello nazistoide del militare costretto a obbedire, anche quando l'ordine è quello di gettare dall'aereo prigionieri vivi nell'Oceano, con la benedizione del Nunzio Apostolico, Mons. Pio Laghi); dall'altro non s'indignano dei legami mafiosi di Menem, capace di insabbiare persino le indagini sull'assassinio del proprio figlio e di nominare i giudici in un intreccio sconcertante di potere politico e giudiziario, o non rilevano lo scandalo dell'insabbiamento del caso Cabezas, giornalista ucciso (impossibile non ricordare di questi tempi il nostro caso "Pecorelli"), perché aveva scoperto troppo.
 
 
Questi giovani avevano capito, prima dei loro padri e delle loro madri, che di fronte ad un golpe militare, che costringe i loro docenti a recitare "in questa scuola non ci dovranno essere sindacati né comitati politici, idee atee e antinazionaliste" e a far occupare subito i banchi degli scomparsi per cancellarne la memoria, si può stare solo da una parte e che i protagonisti delle rivoluzioni sono i popoli e non gli uomini.

La certezza in questi ideali, insieme alla solidarietà, permette a questi giovani di sopportare torture inenarrabili presso il commissariato di polizia: le stesse che consentiranno alle loro madri di abbracciarsi in Plaza de Mayo, per "condividere la propria maternità", fare proprio l'orgoglio del diventare irregolari, dopo aver scoperto il vero volto della violenza e l'inganno di chi vorrebbe far credere loro che la vera mano della desapariciòn si nasconda proprio nel comunismo e nell'estremismo di sinistra, covi dei parassiti che diffamano le istituzioni assassine.

Le scene girate in carcere sono crude e realistiche: macchina da presa rasente a muri scrostati e umidi, in carrellate continue lungo le sbarre che diventano così infinite incarcerando l'intera nazione; fissa su lucchetti che immobilizzano una generazione; guidata nell'oscurità solo dalle voci dei ragazzi che si rincorrono, bisbigliando, da una cella all'altra, per farsi coraggio, cantare insieme, aggrapparsi ad una preghiera (anche se qualcuno inizia a dubitare: "Se Dio esistesse non saremmo qui, Dio si è distratto o è un fascista ..." e Pio Laghi è lì per dare un responso incontrovertibile, incarnato nel film dal prelato colluso, che dice ai genitori: "Dovete prenderla con santa rassegnazione cristiana. Non li rivedrete più"). Piccoli rituali, che danno la forza  di sopportare torture e stupri, di vincere la disperazione e l'umiliazione per aver perso tutto ("Io non posso darti più niente" dirà Maria Claudia a Pablo, che spera di poterla invitare una sera a cena, quando tutti saranno liberi ...), ma non la voglia di continuare a schierarsi dalla parte che hanno scelto di vivere, quella perdente di chi preferisce stare con chi per il potere ha sempre torto, da difendere al costo dell'unica ragione che è concesso loro di possedere ancora per poco: la vita, di cui hanno assaporato solo il lato adolescenziale.

La particolarità del "caso argentino" in materia di diritti umani sta nel fatto che in questo paese alcuni militari sono stati in passato processati e condannati, ma successivamente graziati. Dallo scorso anno alcuni tra i responsabili della "guerra sporca" sono tornati nel mirino della magistratura: il movimento di opinione, estesosi all'estero, in particolare in Italia e in Spagna, dove esistono casi di cittadini desaparecidòs, ha portato alla revisione dell'atteggiamento reticente, che condurrebbe all'oblio e alla rimozione della criminale persecuzione e del terrorismo di stato degli anni settanta.

"E' stato deciso che tu viva, ti porteremo fuori di qui: a patto di dimenticare tutto quello che hai visto, tu non sei mai stato qui": desapariciòn fisica, mentale, psicologica.

 
29 octobre

LEGGE 133

Della serie CVD... il decreto Gelmini è stato approvato stamattina, domani c'è la manifestazione generale contro la legge 133, e mi sembra giusto riportare l'email che mi è stata girata riguardo questa legge (grazie Gabri!) :
 
Per tutti coloro che vogliono interessarsi a ciò che sta succedendo all'università italiana allego questa mail con la preghiera di leggere e diffondere..
Il nuovo governo, approfittando dell'estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell'università:
1. Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura.
Altrimenti:
2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.
 
PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l'anno, sul modello delle università americane.
Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!
 
E IL FUTURO?

4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi.
I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.
Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest'anno non partono per protesta, ma un problema così grave è ancora poco conosciuto.
Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di 'minoranza' chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente! !
 
AIUTACI! L'UNIVERSITÀ NON È SOLO DEGLI STUDENTI MA DI TUTTI!!!!
 
FAI GIRARE QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI CONTATTI, anche se non studenti, è importante che tutti sappiano e se ne parli!!
 
DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale ( http://www.camera. it/parlam/ leggi/decreti/ 08112d.htm )
 
Il decreto è già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi È GIÀ LEGGE!
 
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
 
http://www.studenti disinistra. org/content/ view/487/ 1
 
Questa non è una protesta politica ma nell'interesse di tutti Aiutaci a mobilitare tutti perché questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l'aspetto dell'istruzione italiana e quindi del paese.
 
..UN POPOLO IGNORANTE E' PIU' FACILE DA COMANDARE!!. .noi non diventeremo le loro pecore!!..
 

SAVIANO - NEWS

 
Qualcosa si sta muovendo, per fortuna:
 
- 17 Nobel insieme a Roberto Saviano. Continua la mobilitazione per l'autore del bestseller "Gomorra", minacciato dal clan dei Casalesi, da due anni sotto scorta. Un altro Nobel ha aderito all'appello di solidarietà lanciato su Repubblica da Dario Fo, Rita Levi Montalcini, lo scrittore tedesco Gunter Grass, il turco Orhan Pamuk, Michail Gorbaciov e l'arcivescovo sudafricano Desmond Tutu. Ieri ha firmato anche lo scrittore John Maxwell Coetzee, premio per la letteratura nel 2003.

Ai Nobel
si sono aggiunte 250mila firme (la raccolta è stata sospesa) per dire che "la libertà nella sicurezza di Roberto Saviano riguarda tutti noi, come cittadini" e che il caso Saviano è "un problema di democrazia". Voci che chiedono allo Stato di fare "ogni sforzo per proteggerlo e sconfiggere la camorra".

Ha firmato anche la scrittrice Fred Vargas, aggiungendosi alla lunghissima lista di scrittori, registi, politici e personalità, dall'Italia e dall'estero, che si sono schierati con Saviano.

Il Consiglio comunale di Genova ha votato l'adesione all'appello e espresso solidarietà allo scrittore: "Ha raccontato di un male endemico e c'è un gran bisogno in questo Paese di persone come lui", ha chiarito il presidente Giorgio Guerello. "La sua libertà è la nostra". Il consiglio comunale di Matera ha approvato all'unanimità un ordine del giorno di solidarietà allo scrittore.

Dall'Associazione degli Studenti Napoletani contro la camorra e la Rete Naco (Nuova anticamorra organizzata) parte una lettera-appello al presidente Giorgio Napolitano, che è stata firmata dagli studenti "per testimoniare che i giovani e i cittadini italiani sono stanchi delle mafie e dei mafiosi e hanno voglia di seguire esempi sani di legalità e lotta alla criminalità".

Continuano le letture pubbliche, da Cosenza a Pistoia. Nella città toscana, gli studenti, riuniti sotto il loggiato del Palazzo Comunale per protestare contro il decreto Gelmini, hanno letto Gomorra.

Repubblica.it


 
Io ho firmato !!!

15 octobre

SOLIDARIETA' A ROBERTO !

 
Riporto da Repubblica.it di oggi:
 
"Io, prigioniero di Gomorra
lascio l'Italia per riavere una vita"

di GIUSEPPE D'AVANZO

"Andrò via dall'Italia, almeno per un periodo e poi si vedrà...", dice Roberto Saviano. "Penso di aver diritto a una pausa. Ho pensato, in questo tempo, che cedere alla tentazione di indietreggiare non fosse una gran buona idea, non fosse soprattutto intelligente. Ho creduto che fosse assai stupido - oltre che indecente - rinunciare a se stessi, lasciarsi piegare da uomini di niente, gente che disprezzi per quel che pensa, per come agisce, per come vive, per quel che è nella più intima delle fibre ma, in questo momento, non vedo alcuna ragione per ostinarmi a vivere in questo modo, come prigioniero di me stesso, del mio libro, del mio successo. 'Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l'odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri - oggi qui, domani lontano duecento chilometri - spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me".

La verità, la sola oscena verità che, in ore come queste, appare con tragica evidenza è che Roberto Saviano è un uomo solo. Non so se sia giusto dirlo già un uomo immaginando o pretendendo di rintracciare nella sua personalità, nella sua fermezza d'animo, nella sua stessa fisicità la potenza sorprendente e matura del suo romanzo, Gomorra. Roberto è ancora un ragazzo, a vederlo. Ha un corpo minuto, occhi sempre in movimento. Sa essere, nello stesso tempo, malizioso e insicuro, timidissimo e scaltro. La sua è ancora una rincorsa verso se stesso e lungo questo sentiero è stato catturato da uno straordinario successo, da un'imprevedibile popolarità, dall'odio assoluto e assassino di una mafia, dal rancore dei quietisti e dei pavidi, dall'invidia di molti. Saranno forse queste le ragioni che spiegano come nel suo volto oggi coabitino, alternandosi fraternamente, le rughe della diffidenza e le ombre della giovanile fiducia di chi sa che la gioia - e non il dolore - accresce la vita di un uomo.

"Sai, questa bolla di solitudine inespugnabile che mi stringe fa di me un uomo peggiore. Nessuno ci pensa e nemmeno io fino all'anno scorso ci ho mai pensato. In privato sono diventato una persona non bella: sospettoso, guardingo. Sì, diffidente al di là di ogni ragionevolezza. Mi capita di pensare che ognuno voglia rubarmi qualcosa, in ogni caso raggirarmi, "usarmi". E' come se la mia umanità si fosse impoverita, si stesse immeschinendo. Come se prevalesse con costanza un lato oscuro di me stesso. Non è piacevole accorgersene e soprattutto io non sono così, non voglio essere così. Fino a un anno fa potevo ancora chiudere gli occhi, fingere di non sapere. Avevo la legittima ambizione, credo, di aver scritto qualcosa che mi sembrava stesse cambiando le cose. Quella mutazione lenta, quell'attenzione che mai era stata riservata alle tragedie di quella terra, quell'energia sociale che - come un'esplosione, come un sisma - ha imposto all'agenda dei media di occuparsi della mafia dei Casalesi, mi obbligava ad avere coraggio, a espormi, a stare in prima fila. E' la mia forma di resistenza, pensavo. Ogni cosa passava in secondo piano, diventava di serie B per me. Incontravo i grandi della letteratura e della politica, dicevo quello che dovevo e potevo dire. Non mi guardavo mai indietro. Non mi accorgevo di quel che ogni giorno andavo perdendo di me. Oggi, se mi guardo alle spalle, vedo macerie e un tempo irrimediabilmente perduto che non posso più afferrare ma ricostruire soltanto se non vivrò più, come faccio ora, come un latitante in fuga. In cattività, guardato a vista dai carabinieri, rinchiuso in una cella, deve vivere Sandokan, Francesco Schiavone, il boss dei Casalesi. Se lo è meritato per la violenza, i veleni e la morte con cui ha innaffiato la Campania, ma qual è il mio delitto? Perché io devo vivere come un recluso, un lebbroso, nascosto alla vita, al mondo, agli uomini? Qual è la mia malattia, la mia infezione? Qual è la mia colpa? Ho voluto soltanto raccontare una storia, la storia della mia gente, della mia terra, le storie della sua umiliazione. Ero soddisfatto per averlo fatto e pensavo di aver meritato quella piccola felicità che ti regala la virtù sociale di essere approvato dai tuoi simili, dalla tua gente. Sono stato un ingenuo. Nemmeno una casa, vogliono affittarmi a Napoli. Appena sanno chi sarà il nuovo inquilino si presentano con la faccia insincera e un sorriso di traverso che assomiglia al disprezzo più che alla paura: sono dispiaciuti assai, ma non possono.... I miei amici, i miei amici veri, quando li ho finalmente rivisti dopo tante fughe e troppe assenze, che non potevo spiegare, mi hanno detto: ora basta, non ne possiamo più di difendere te e il tuo maledetto libro, non possiamo essere in guerra con il mondo per colpa tua? Colpa, quale colpa? E' una colpa aver voluto raccontare la loro vita, la mia vita?".  [...]

"Lo sento addosso come un cattivo odore l'odio che mi circonda. Non è necessario che ascolti le loro intercettazioni e confessioni o legga sulle mura di Casale di Principe: "Saviano è un uomo di merda". Nessuno da quelle parti pensa che io abbia fatto soltanto il mio dovere, quello che pensavo fosse il mio dovere. Non mi riconoscono nemmeno l'onore delle armi che solitamente offrono ai poliziotti che li arrestano o ai giudici che li condannano. E questo mi fa incazzare. Il discredito che mi lanciano contro è di altra natura. Non dicono: "Saviano è un ricchione". No, dicono, si è arricchito. Quell'infame ci ha messo sulla bocca degli italiani, nel fuoco del governo e addirittura dell'esercito, ci ha messo davanti a queste fottute telecamere per soldi. Vuole soltanto diventare ricco: ecco perché quell'infame ha scritto il libro. E quest'argomento mette insieme la parte sana e quella malata di Casale. Mi mette contro anche i miei amici che mi dicono: bella vita la tua, hai fatto i soldi e noi invece tiriamo avanti con cinquecento euro al mese e poi dovremmo difenderti da chi ti odia e ti vuole morto? E perché, diccene la ragione? Prima ero ferito da questa follia, ora non più. Non mi sorprende più nulla. Mi sembra di aver capito che scaricando su di me tutti i veleni distruttivi, l'intera comunità può liberarsi della malattia che l'affligge, può continuare a pensare che quel male non ci sia o sia trascurabile; che tutto sommato sia sopportabile a confronto delle disgrazie provocate dal mio lavoro. Diventare il capro espiatorio dell'inciviltà e dell'impotenza dei Casalesi e di molti italiani del Mezzogiorno mi rende più obiettivo, più lucido da qualche tempo. Sono solo uno scrittore, mi dico, e ho usato soltanto le parole. Loro, di questo, hanno paura: delle parole. Non è meraviglioso? Le parole sono sufficienti a disarmarli, a sconfiggerli, a vederli in ginocchio. E allora ben vengano le parole e che siano tante. Sia benedetto il mercato, se chiede altre parole, altri racconti, altre rappresentazioni dei Casalesi e delle mafie. Ogni nuovo libro che si pubblica e si vende sarà per loro una sconfitta. E' il peso delle parole che ha messo in movimento le coscienze, la pubblica opinione, l'informazione. Negli anni novanta, la strage di immigrati a Pescopagano - ne ammazzarono cinque - finì in un titolo a una colonna nelle cronache nazionali dei giornali. Oggi, la strage dei ghanesi di Castelvolturno ha costretto il governo a un impegno paragonabile soltanto alla risposta a Cosa Nostra dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio. Non pensavo che potessimo giungere a questo. Non pensavo che un libro - soltanto un libro - potesse provocare questo terremoto. Subito dopo però penso che io devo rispettare, come rispetto me stesso, questa magia delle parole. Devo assecondarla, coltivarla, meritarmela questa forza. Perché è la mia vita. Perché credo che, soltanto scrivendo, la mia vita sia degna di essere vissuta. Ho sentito, per molto tempo, come un obbligo morale diventare un simbolo, accettare di essere al proscenio anche al di là della mia voglia. L'ho fatto e non ne sono pentito. Ho rifiutato due anni fa, come pure mi consigliavano, di andarmene a vivere a New York. Avrei potuto scrivere di altro, come ho intenzione di fare. Sono restato, ma per quanto tempo dovrò portare questa croce? Forse se avessi una famiglia, se avessi dei figli - come li hanno i miei "angeli custodi", ognuno di loro non ne ha meno di tre - avrei un altro equilibrio. Avrei un casa dove tornare, un affetto da difendere, una nostalgia. Non è così. Io ho soltanto le parole, oggi, a cui provvedere, di cui occuparmi. E voglio farlo, devo farlo. Come devo - lo so - ricostruire la mia vita lontano dalle ombre. Anche se non ho il coraggio di dirlo, ai carabinieri di Napoli che mi proteggono come un figlio, agli uomini che da anni si occupano della mia sicurezza. Non ho il cuore di dirglielo. Sai, nessuno di loro ha chiesto di andar via dopo quest'ultimo allarme, e questa loro ostinazione mi commuove. Mi hanno solo detto: "Robe', tranquillo, ché non ci faremo fottere da quelli là"".

A chi appartiene la vita di Roberto? Soltanto a lui che può perderla? Il destino di Saviano - quale saranno da oggi i suoi giorni, quale sarà il luogo dove sceglierà, "per il momento", di scrivere per noi le sue parole necessarie - sono sempre di più un affare della democrazia italiana.
La sua vita disarmata - o armata soltanto di parole - è caduta in un'area d'indistinzione dove sembra non esserci alcuna tradizionale differenza tra la guerra e la pace, se la mafia può dichiarare guerra allo Stato e lo Stato per troppo tempo non ha saputo né cancellare quella violenza sugli uomini e le cose né ripristinare diritti essenziali. A cominciare dal più originario dei diritti democratici: il diritto alla parola. Se perde Saviano, perderemo irrimediabilmente tutti.

Repubblica, 15/10/08.

 

Roberto non merita tutto questo!! non merita di vivere di nascosto, imprigionato nella sua casa come se avesse fatto qualcosa di sbagliato.. lui che ha avuto le palle di scrivere e pubblicare un romanzo come Gomorra, di far sapere a tutti noi come la mafia stia distruggendo pian piano tutto quello che ci circonda, raccontando i fatti attraverso la sua esperienza personale.

E' un libro che mi ha dato tanto, e lo ringrazio per questo suo coraggio che io probabilmente non avrei avuto.

Provo grandissima solidarietà e ammirazione verso questo ragazzo, che a soli 28 anni ha dichiarato guerra da solo alla mafia.

Per questo spero con tutto il cuore che riesca, in un'altro paese, a costruirsi una vita che sia il più serena e felice possibile. 


6 octobre

11 OTTOBRE: Raccolta firme contro il Lodo-Alfano

 
Non lasciarti sfuggire di mano la tua libertà. Firma in una delle piazze per il referendum contro il Lodo Alfano.

L'11 ottobre inizierà la raccolta delle firme per il referendum abrogativo del lodo Alfano.
Approvato il 23 luglio, il lodo Alfano prevede la sospensione dei processi penali, anche quelli in corso, nei confronti delle 4 cariche più alte dello Stato. Gli intoccabili dunque.
Ma gli italiani (o almeno buona parte) non sono fessi. Ormai hanno capito che questa legge è servita per salvare Berlusconi dal processo Mills, che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari. Gi italiani hanno capito che ha usato il Parlamento per pensare solo ai fatti suoi. E soprattutto gli italiani hanno capito che una legge che rende immuni dalla legge solo 4 persone è antidemocratico.


 
 
 
 
 
Aggiornamenti riguardo la manifestazione di oggi a Roma:
 

Dalle ore 10.00 alle ore 14.45 si alterneranno dalla piazza:
Il gruppo "le Coccinelle" in: “Giocando legalmente”
La compagnia teatrale Opera Prima in: “Polcinella e Coviello ambasciatori dell’arte”
La compagnia teatrale Artenova in "Performance legali"
L'orchestra di percussioni “Akuna Matata”
Video di Antonio Di Pietro, Marco Travaglio e Beppe Grillo.

Interverranno, inoltre, esponenti dell’Italia dei Valori: Sen. Felice Belisario, On. Massimo Donadi, On. Silvana Mura, Sen. Francesco Pardi.

A partire dalle ore 14:45 inizieranno, tra gli altri, gli interventi di: Dario Fo, Franca Rame, Peter Gomez, esponenti del Movimento Antimafia “Ammazzateci Tutti”, costituzionalisti e rappresentanti dei Giuristi Democratici.

Vi saranno inoltre le rappresentazioni artistiche di: Andrea Rivera, Enrico Capuano, Tammurriata Rock, Enzo Avitabile e Simone Cristicchi.

Il Presidente Antonio Di Pietro interverrà verso le ore 17:00.

Dalle ore 10.00 alle ore 20.00 saranno raccolte le firme per il Referendum.